La Retribuzione delle Piante Superiore sul Pianeta

di Gaetano Tassone

La Retribuzione delle Piante Superiori sul Pianeta.

( un articolo di Gaetano Tassone tratto da  “EcoSistemica”)

E’ il momento giusto per ringraziare la mia amica Raffaella che ora non c’è più. Fu lei a farmi conoscere un posto speciale dove mi sentii incuriosito a comprendere una serie di meraviglie che mi rivoluzionarono una parte del mio lavoro con gli ecosistemi. La ringrazio anche per tante altre bellissime opportunità. 

Ho scoperto le piante superiori in Svizzera dove ho vissuto diversi anni. Ero solito andare a cenare almeno un paio di volte al mese in un posto speciale. Era un’osteria molto alla buona, in un paesino affacciato sul lago Maggiore. Dopo aver mangiato mi accorgevo che stavo bene per giorni. C’erano dei periodi che avevo tante cose da fare ed ero costretto a dei ritmi di lavoro molto intensi, arrivando a cena stressato e, immancabilmente dopo aver mangiato in quel posto, sentivo che qualcosa mi rilassava ed iniziavo a guarire.  

Il cibo era semplice. Verdure, riso e qualche volta pollo e dolci. In genere si pensa che forse è il modo di cucinare pieno di amore o forse l’acqua buona, il cuoco bravo tutte cose molto molto importanti ma poi scoprii che non era solo questo. Un giorno arrivai prima del solito e vidi il cuoco uscire dal retro del patio con una grande ciotola tutta piena di vegetali appena raccolti e sorridendo mi disse “sono i nostri, noi usiamo solo verdure di nostra produzione, ora preparo”.  Spinto da una curiosità incredibile andai dietro il ristorante e vidi questo piccolo orto. Magnifico, un orto con una luce diversa da tutte le altre. Fu importante capire in seguito che questo era un terreno che ospitava soltanto piante superiori. 

Ovviamente per capire di più, ci volle del tempo. 

Alcuni anni dopo mi fu richiesto da un cliente di progettare un ecosistema di piccola scala per evidenziare i vantaggi e svantaggi di alcuni tipi di servizi e, mentre identificativo la struttura trofica, non mi accorsi che in un passaggio avevo dimenticato di menzionare una specie che avrebbe dovuto avere un ruolo fondamentale. 

Consegnai quello che avevo fatto al cliente. I consumi energetici di quel piccolo ecosistema sarebbero diventati altissimi per quel pezzo che avevo dimenticato e quindi il lavoro era incompleto e completamente fuori scala. 

Passò del tempo e capitò qualcosa che mi fece accorgere del mio errore. 

Mi trovavo con un collega a condividere informazioni ambientali e, cosi, all’improvviso disse che “menzionare il ciclo dello zolfo avrebbe fatto la differenza”.   Nel sentire quelle parole ebbi una forte sensazione di andare a controllare il mio lavoro di qualche anno prima e cosi, facendomi guidare da questa sentore, scoprii quello che mi ero dimenticato di menzionare e di introdurre in quel lavoro . 

Devo ammettere che non fu facile ricontattare il mio cliente per dirgli quello che era successo e dopo avergli parlato decisi di andare a controllare di persona gli andamenti di quello che avevo progettato anche perchè secondo il mio cliente, andava tutto “benone”.

Quando arrivai sul posto vidi delle cose che non mi sarei mai aspettato di vedere.  Il comportamento di alcune piante non corrispondeva affatto a quelle che erano le caratteristiche di adattabilità dell’ecosistema. 

C’era qualcosa di anomalo che non mi spiegavo. Alcune piante erano molto più grandi di quello che avrebbero dovuto essere, c’erano animali selvatici fuori dal loro habitat etc. 

Dopo aver controllato tutti i parametri anche quelli di crescita scoprii che i dati riscontrati in una porzione di terreno e di lago erano completamente diversi da quelli che riscontravo in altre parti. Per esempio la attività batterica di una piccola porzione di terreno era molte volte più alta della altre zone. C’era qualcosa che causava tutto questo e non si capiva cosa fosse.  Sicuramente mi trovavo in un posto speciale. Un posto che emanava un sentore di grande benessere. 

Dopo questa visita ho fatto altre ricerche. Ricerche geologiche perchè pensavo di poter capire qualcosa dalla matrice del sottosuolo, poi, ho fatto delle ricerche sull’acqua etc per poi alla fine accorgermi che era tutto pieno di meraviglia ma, la cosa che mi ispirava alle più importanti riflessioni era la connessione che le mie ricerche avevano con il sole. 

Il sole, per qualche straordinario motivo che, ancora oggi per me è sconosciuto, inseriva in quella certa area alcuni punti di luce che facevano tutta la differenza del mondo.  Ovviamente questo aveva a che fare con gli strati dell’atmosfera e con altre cose che sono i risultati delle mie condivisioni di conoscenza. 

Con delle metodologia di vario tipo che avevo a disposizione ho potuto riscontrare che le piante che crescevano in quel luogo non solo erano piena di vita, piene di forza, ma avevano una qualità energetica superiore oltre che, un gusto eccelso. 

Ricordo che il giorno della mia visita a quel terreno, quando mi girai per prendere uno strumento, per un momento, per la prima volta prestai attenzione alla luce di quel posto e, mi venne subito in mente l’orto dove coltivavano le piante che usavano nel ristorante dove avevo la sana abitudine di andare a mangiare. Era esattamente la stessa sensazione della stessa luce.

Volli approfondire ancora e quindi ci furono ulteriori ricerche.

Molte di queste non sono dimostrabili scientificamente e quindi preferisco che siano soltanto il frutto della mia fantasia. 

Da quello che ho capito me ne sono fatto delle ragioni e sono arrivato a diverse conclusioni. Alcune di queste ve le condivido. Devo fare però una considerazione sugli ecosistemi.  

La scienza ci dice che gli ecosistemi hanno principalmente il compito di reiterare il flusso della vita e di distribuirlo nel modo più equo e meno dispendioso possibile attraverso la intricata rete di relazioni che rappresentano la natura.

La luce che arriva dal sole, viene trasformata dalle piante in qualcosa di usabile per la vita della razza umana e di integrabile per tutto il resto del pianeta. Quindi la luce diventa la manifestazione principale che dalle piante informa tutto ciò che esiste .

Le piante superiori sono cosi chiamate perchè hanno un livello evolutivo, diverso delle altre piante sul pianeta. Le piante superiori sono il vaso della luce del sole per la vita sul pianeta che la razza umana ha bisogno, per continuare a stare al passo con l’evoluzione cosi, come ci informa il sole. 

Le piante superiori, infatti, racchiudono la conoscenza adatta a restituire il ritmo dell’evoluzione, bypassando la confusione umana. Ovviamente come cibo. 

Mangiare le piante superiori per un essere umano include raccogliere nella sua fisiologia le informazioni del sole nel modo più diretto e puro possibile e quindi farle proprie per quello che è il livello di coscienza che lo identifica. 

Gaetano Tassone